La Caletta e il suo mare, 4 ELEMENTI

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La Caletta e il suo mare (del 18/07/2010)

(argomento della sezione Percezioni)

La frazione vicina a Santa Lucia, La Caletta, nasce con il nome di Sa Marina e ha origini abbastanza recenti, come ben documentato nel contributo su Siniscolaonline.it, dove sono consultabili interessanti notizie sui - peraltro modesti - traffici commerciali nel porto.
Oggi è riferimento turistico noto e gradevole nell'accoglienza, benchè i servizi alla nautica siano ancora da mettere a punto.

particolare di sagoma di un'abitazione in La Caletta con rami di oleandro

La riflessione di oggi - spero non sembri provocatoria - riguarda la struttura urbana, che non sembra appropriata alla cittadina marittima, anzi denota una chiusura verso il mare e un rivolgersi verso un centro più protettivo.
La cinta dell'abitato non ha gli ingressi rivolti al mare, le facciate guardano la strada principale o le strette e irregolarissime stradine interne di difficile percorrenza in automobile.
Il canale che attraversa l'abitato crea un ulteriore distacco dal mare, solo le abitazioni sul porto hanno la vista principale sullo specchio d'acqua, ma i moli stessi creano un'alta barriera, visione suggestiva di una difesa dal mare aperto, atavico tratto della cultura sarda.

la sagoma della Sardegna realizzata in conchiglie su fondo di cemento

Lo sviluppo urbano avviene in minima parte in pianura in direzione del capoluogo, sono preferite le pendici del Monte Longu e le costruzioni hanno dei profili molto massicci spesso non alleggeriti da elementi in ferro battuto o alluminio.

la torre di San Giovanni sugli scogli, un tempo di Siniscola oggi di Posada

Un'ultima considerazione riguarda la piazza della chiesa: inaccessibile dal mare, collegata al resto dell'abitato da uno stretto vicolo privo di indicazioni allo sbocco del quale non è visibile la facciata (ben poco caratterizzata), ma un'anonima fiancata.


Messaggio inviato da Adriano il 01/08/2010 alle 1,31

Heylà!
Greci e quant'altri nell'antichità menzionavano i Sardi.
Segni di Africa sono stati trovati (ad esempio) nelle navicelle bronzee e viceversa in altri stati. Tratti distintivi dei comuni commerci marittimi del passato in tutto il Mediterraneo.
I Sardi navigavano ne più e né meno come altri Popoli, cosa che è avvenuta anche in epoche successive. C'è una bibliografia che si sta sviluppando nell'ultimo decennio proprio su questo tema.
L'atavica paura del mare da parte dei Sardi è un luogo comune, che spesso ha avuto origine in passato dalle teorie del Lilliu. Nei fondali adiacenti l'isola inoltre sono ormai migliaia le ancore scoperte giacenti (ed alcune riportate fuori) dell'età del bronzo. C'è stata certamente una riduzione dell'uso del mare dall'epoca bizantina in poi, per una serie di motivi. Sia per le incursioni di terzi popoli ormai predominanti nel Mediterraneo durante la crisi e dopo la caduta dell'Impero Romano d'occidente, sia per l'ulteriore stretta ai commerci con l'esterno avvenuta più tardi con la dominazione sabauda. La quale orientò il regime di scambi prevalentemente verso la penisola (ad es. verso il Lazio ed il sempreverde Piemonte). 1000 anni certamente fondamentali anche per la preservazione di svariati elementi delle varianti della lingua Sarda.
E' illuminante sulla materia marittima anche il testo di un esperto di tecnica navale come Giacomo Pisu che ha prodotto un libro sui (possibili) porti nuragici sparsi in Sardegna. Offrendo diversi spunti interessanti e convincenti a sostegno della tesi (oltre alcune prove, anche in base al passato livello del mare che determinava una geografia delle coste diversa da oggi). Poi chiaramente ci sono state anche popolazioni che si sono sempre più asserragliate verso l'interno (pensiamo alla stessa definizione di Barbagia, nata dall'intervento latino/romano sull'isola), ma ciò non è sufficiente a qualificare la complessità della cultura Sarda in materia.
Ciao


Messaggio inviato da Francesco il 03/08/2010 alle 18,02

Grazie della puntualizzazione, Adriano.
In effetti non pensavo a una paura del mare nè a una estraneità all'attività marittima, quanto a una implicita necessità di difesa di un territorio un tempo florido e produttivo dal notevole sviluppo costiero.
Non a caso costellato di costruzioni che - a quanto so - avevano funzione, oltre che di abitazioni dei maggiorenti e luoghi di culto, di fortificazione, ricovero e probabilmente punto di segnalazione (non per questo di avvistamento dal mare).
Un caro saluto, Francesco


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