Monika è Monna Lisa, 4 ELEMENTI

Luoghi dell'anima: la Baronia di Siniscola

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Monika è Monna Lisa (del 9/07/2010)

(argomento della sezione Percezioni)

Monica e il desiderio, del 1953, è un geniale divertissement in chiave di cinema da camera del ritrattista e paesaggista Ingmar Bergman che opera una delle sue trasposizioni su pellicola di opere pittoriche, in questo caso - a mio parere - La Gioconda di Leonardo.

Con l'aiuto di un video su YouTube con la canzone The river di Bruce Springsteen come sfondo possiamo vederne le ragioni.

particolare ritoccato di murale in Siniscola raffigurante donna al bagno

Il film si apre con immagini d'acqua, gli specchi d'acqua del porto di Stoccolma diventano canali, poi corsi d'acqua in un paesaggio idilliaco su cui Monika si affaccerà e poi si specchierà.
Monika viene incorniciata da una struttura del luogo dove lavora, assume posture garbate e espressioni languide, viene salutata e riverita, quasi un'investitura... Mona è uno dei diminutivi del nome Monika...

Monika e Harry fuggono dalla città, lei col suo vestito solare e floreale diviene essenza del paesaggio, vitalità del territorio da cui si nutre e cui dà vita generando un figlio.
I lineamenti di Monika e Harry si sovrappongono, come spesso avviene in Bergman pittore, in ognuno sono riconoscibili i tratti di Monna Lisa.
Un ponticello che sembra incompiuto o eroso (particolare presente nel quadro), danze e allegria, l'istante estatico che ferma il tempo, come scrive Jean-Luc Godard: "Il cinema di Bergman è la capacità di far diventare fotogramma l’intero universo".
Il nutrimento che deriva dalla terra, i funghi cucinati in tutte le maniere, non soddisfano più Monika in attesa, che si affida al furto, una vicenda occorsa al noto dipinto...
Nubi si addensano sugli amanti, Harriet Andersson rende l'anticipo del tragico disincanto con mirabili espressioni che ricordano l'arte di Maria Callas in musica.
Tornati in città i due decisono di sposarsi, nella scena del matrimonio i volti si distaccano e ognuno recupera le sue fattezze, inizia il periodo dell'inganno.
Monika tradisce Harry in un locale dove il juke-box suona uno Swing: il paesaggio viene trasposto in uno spazio da camera, piante decorative e nuvolette di fumo, Monika - con il gioco della sigaretta - prima si specchia e poi si distacca dall'amante occasionale per restituire il lungo primo piano dall'espressione (forse) enigmatica con cui permette allo spettatore di entrare nel paesaggio, e nel film.

Per via di tutte queste sensazioni, penso che Monika sia... Mona Lisa ...

E chissà che la felicissima scelta della protagonista, rivelatasi poi genio cinematografico e suprema interprete di altri capolavori, non sia avvenuta per via della vaga rassomiglianza con l'enigmatica dama e grazie al suo sguardo - statico e estatico - in grado di conferire eternità all'attimo della ripresa.


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