Spirito della terra (del 30/11/2009)
(argomento della sezione Memorie)
La poca dedizione alla coltura della terra ha modificato radicalmente il vivere sociale, sia sul piano economico che culturale.
Manca la base culturale cui tutto si riconduceva e anche gli usi e le tradizioni di riferimento sono sempre più confinati alle festività e alle celebrazioni.

La cittadina di Macomer, un tempo tra i centri più importanti dell'isola per la presenza della stazione delle Ferrovie dello Stato, di alcune caserme e delle scuole superiori, oggi stenta a mantenere il suo tono socioeconomico e si affida a importanti iniziative culturali.
Da qualche tempo ho cominciato a coltivare un piccolo pezzo di terreno (che fu di mio padre e prima ancora di mio nonno e degli avi precedenti), piantandovi degli alberelli di ulivo, in segno di rinnovato radicamento con la mia Terra: ho dedicato a questa idea il diario online Spirito della terra.

Messaggio inviato da Adriano il 05/12/2009 alle 14,19
Ciao Francesco, purtroppo il caso di Macomer è una delle tante spie di disagio della Sardegna centrale: per anni soggiogata da interventi esterni che ne hanno impedito una prospettiva rivolta al futuro. Infatti oggi che si "sbaracca", rimane il vuoto e neppure le iniziative culturali sono sufficienti. Soprattutto perché queste non sono accompagnate dalla scuola, che rimane di stampo centralista ed assolutamente estranea alla cultura locale. In campo economico tuttavia la messa in opera del gasdotto Algeria-Sardegna e resto dell'UE (uno dei vari nuovi motori di approvvigionamento energetico d'Europa) che potrebbe attraversare l'area industriale di Tossilo, darebbe certamente nuova linfa vitale a tutta l'economia del territorio.
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