Vinagione (del 26 settembre 2009)
(argomento della sezione Memorie)
Questa pagina costituisce il proseguo della descrizione della tradizione della raccolta dell'uva nella pagina Vendemmia.
Dopo alcuni giorni dalla raccolta, durante i quali l'uva subiva una prima fermentazione intatta nei mucchi, iniziava la fase della pigiatura (Iscathicare): un addetto prelevava i grappoli e li versava in piccole quantità in un sacco di iuta che un altro, mentre teneva l'imboccattura aperta con una mano, pigiava con i piedi sull'estremità inferiore. Il sacco poggiava su uno scivolo di legno scavato lungo circa 1,5 metri (su Laccheddu) lungo il quale il liquido defluiva verso un recipiente (su Lapiolu o sa Tina).

Il mosto veniva versato nelle botti mediante un imbuto di latta, mentre la vinaccia passava al torchio per la torchiatura.
Le botti non venivano tappate, al limite il tappo veniva appoggiato sul foro per evitare il deposito di polvere.
In poche ore iniziava l'ebollizione: quando la fermentazione sembrava rallentare si apponeva il tappo avendo cura di controllare quotidianamente l'evoluzione.

Il giorno di Ognissanti (A sos Santos) avveniva un primo assaggio che permetteva la valutazione della qualità del prodotto. Normalmente il primo vino poteva consumarsi intorno a Natale, ma il tempo di maturazione era di un anno, mentre per la Vernaccia (vino prodotto da un'altra qualità di uva) erano necessari due anni.

La botti erano fabbricate in forma prevelentemente rotonda (ma anche ovale) con legno di Castagno (Castanza, servivano per la fermentazione) e Rovere (Chercu, utilizzate per l'invecchiamento).
Ringrazio Mario per le immagini e la puntuale spiegazione.
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